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Un terremoto lungo quarant’anni

Oggi ricorre l’anniversario del terremoto dell’Ottanta in Irpinia. Io non ero ancora nato, ma lo spettro di quell’evento mi ha accompagnato tutta la vita.

Sono cresciuto a Rionero in Vulture, in Basilicata, ma l’Irpinia è a un tiro di schioppo, quindi il paese ha subito parecchi danni.

Danni che non sono scomparsi, oh no, si è ricostruito solo in parte e alcune zone rimangono chiuse per pericolo crolli.

Scorcio di Rionero in Vulture con palazzi inagibili

I palazzi più belli sono ancora inaccessibili, il cinema storico è stato abbattuto anni dopo, così come la casa dove è cresciuta mia madre.

Nel 2013 ho raccontato Rionero con alcune foto scattate in pellicola con una Hasselblad.

Ho chiamato il progetto “Solo un paese del Sud” per sottolineare l’indifferenza delle istituzioni nei confronti di un luogo che è stato abbandonato.

Palazzo abbandonato vicino alla ex scuola elementare a Rionero in Vulture

In queste immagini vedete scritte sui muri inneggianti alla DC, posti diroccati, edifici con le scritte pericolo crolli.

Questa è una ferita che quarant’anni dopo non è mai stata sanata e credo non lo sarà mai. Non lo è nei luoghi ancora tutti da re-immaginare, e nemmeno nella mente delle persone.

Tutti coloro che hanno vissuto quell’evento hanno qualcosa da raccontare. A distanza di tempo si ricorda soprattutto la grande solidarietà che ha unito le persone. E questa è una delle poche cose belle da sottolineare.

“La DC è bella con Peppe Petruzella” recita questa scritta su una vecchia casa

Dei terremoti non si può dare la colpa a nessuno, ma di questo continuo abbandonare i luoghi terremotati la colpa è dell’indifferenza di tutti.

Sarà diverso la prossima volta che l’Italia sarà colpita? Iniziamo da subito a cambiare la nostra mentalità per non ripete gli sbagli del passato.

Francesco Amorosino

Un pittoresco scorcio del paese con una vecchia Cinquecento

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